NOTE DEGUSTATIVE
Si presenta nel calice con un colore giallo paglierino scarico arricchito da luminosi riflessi verdolini. Al naso è una danza di profumi delicati che richiamano i fiori di campo, la mela verde e una nota agrumata di bergamotto, accompagnati da un sottofondo minerale tipico della Valle d’Itria. Al palato è fresco, leggero e molto piacevole, con una spiccata acidità che rende il sorso scattante e rinfrescante. La chiusura è pulita e sapida, con un leggero ritorno di nota ammandorlata che lo rende estremamente beverino e perfetto per chi cerca un bianco autentico e di carattere.
CANTINA
La storia della cantina, immersa nello scenario suggestivo della Valle d’Itria, inizia negli anni 70, quando nonno Giuseppe e suo figlio Franco acquistano uno stabilimento vinicolo alla periferia di Locorotondo e danno vita a quella che oggi è una delle più antiche e prestigiose aziende vitivinicole a conduzione familiare pugliese, già alla terza generazione con Marianna e suo fratello Vito. Una scelta che avviene di pari passo con i cambiamenti che interessano in quegli anni l’intera regione del Tavoliere. Proprio in quel periodo, infatti, la Puglia decide di non essere più solo il “serbatoio” del Nord Italia, ma produttrice di vini in bottiglia di qualità. L’odierna cantina deve tutto all’intraprendenza di Giuseppe Cardone, il maggiore di sette figli, dotato di tanta intelligenza e fiuto. Una persona istrionica che, pur vivendo in campagna, non lavorava la terra ma si dedicava ai commerci (vendeva e comprava tutto ciò che gli capitava). Alla fine degli anni 60 comincia anche a frequentare i mercati del vino delle regioni del Nord, in particolare quelli di Asti, Milano e Verona.